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I segreti del pollice verde

 

Il primo, grande segreto:

Amore, amore, soltanto un grande amore per le piante ed i fiori.
E’ infatti solo con l’amore che cresce la passione per le piante e fa dedicare un po’ del prezioso tempo anche a loro.
Anzitutto occorre tener presente che le piante – comunque magnifiche creature di Dio - devono essere sempre trattate come esse sono veramente e cioè esseri viventi e non soprammobili.
Può darsi che qualche esperto non sia d’accordo su quanto suggerito più avanti ma occorre sempre tener presente che la pratica, cioè l’esperienza, è sempre stata, nel corso dei secoli ed in tutte le circostanze, il veicolo primario per la sopravvivenza di tutte le specie.
Ricordiamoci innanzi tutto che l’appartamento non è una serra né tantomeno l’habitat naturale della pianta quindi nell’appartamento normalmente non esistono le condizioni climatiche ideali favorevoli allo sviluppo.
La pianta posta in appartamento, comunque, si deve “adattare” a vivere in condizioni diverse da quelle che desidererebbe avere e che fanno parte della propria natura.

Posizione e luce

Elemento fondamentale per la durata della pianta è la collocazione in una corretta posizione:
Tutte le piante per vivere hanno bisogno di buona illuminazione mentre sono poche quelle, acquistate dal fiorista, che tollerano il sole diretto, anche se filtrato dai vetri. Il sole comunque ha intensità di luce diversa fra inverno ed estate e quindi d’inverno il sole può essere tollerato anche da buona parte di piante che in estate lo soffrono.
Ci sono piante che tollerano minor quantità di luce ma in tal caso ricordarsi di bagnare pochissimo, sia come quantità che come frequenza.
Questo perché la pianta senza quantità di luce sufficiente “rallenta” il suo naturale metabolismo e sviluppo.
L’acqua in tal caso viene assorbita dalle radici più lentamente, ristagna e le fa marcire.
Per trovare maggior quantità di luce occorre avvicinarsi, specie in inverno, alla finestra e spesso significa andare incontro al caldo del calorifero.
Evitando naturalmente il contatto diretto, la fonte di calore non è di per se dannosa se non eccessiva e situata a trenta o più centimetri di distanza.
A questo punto si pone solo il problema di bagnare più spesso la pianta, anche se non tutti i giorni, per ovviare alla scarsa o assente umidità del calorifero. La soluzione ottimale sarebbe, oltre bagnare la pianta, quella di porre un recipiente con acqua direttamente sopra o comunque appoggiato al calorifero reintegrando quella che si asciuga.
D’estate, se possibile, porre la pianta, qualunque pianta, all’aperto non esposta alla luce diretta del sole e neppure al vento.
Va benissimo sotto un loggiato o sotto un albero.
Evitare di farle prendere il sole del pomeriggio mentre quello della mattina presto può essere tollerato perché l’aria è umida oltre che il sole essere basso sull’orizzonte  e quindi attraversare una maggior quantità di atmosfera che smorza l’effetto dei raggi nocivi..
Sempre a proposito della posizione è opportuno lasciare la pianta nella medesima posizione, non girarla continuamente costringendola a cercare la massima quantità di luce con il verso giusto delle foglie perché la pianta si stressa.

Pulizia

Tenere le foglie pulite dalla polvere e dallo smog.
Questo si deve fare unicamente con acqua ed uno straccio pulito o carta morbida.
L’acqua, qualche volta, può essere integrata con piccola quantità di latte ed, in primavera, con piccola quantità di olio bianco, utile per distruggere la cocciniglia ed anche le uova di acari. Ma questo solo sulle piante a foglia lucida.

Temperatura

Le piante ornamentali che si acquistano in negozio sono quasi tutte di origine tropicale od equatoriale.
Questo significa che pochissime di loro tollerano il clima rigido invernale salvo particolari situazioni al Sud in prossimità del mare.
Ricordarsi che in inverno, salvo i casi particolari di piante poste vicino al calorifero ed alla luce, la temperatura di casa da sola non è sufficiente per farle crescere perché devono essere presenti ambedue le condizioni (temperatura e luce).
Cosa fare per mantenerle?
Il segreto consiste nel bagnarle poco.
D’inverno spesso le piante muoiono per la troppa cura.
Se la pianta deperisce assicurarsi che non sia troppo bagnata.
Non abbiate timore di farle morire per poca acqua, Vi accorgerete che ve la chiedono quando ne hanno bisogno.
Non esporle mai alla finestra aperta nelle giornate fredde e neppure alle correnti d’aria fredda.
Comunque tollerano meglio il freddo quando sono asciutte.

Acqua

In generale non eccedere mai con la bagnatura specie nei periodi invernali da novembre a febbraio anche se la pianta è in casa.
L’acqua deve sempre essere distribuita a piccole dosi e per aumentare la bagnatura non aumentare di molto le dosi ma bagnare più spesso.
Ricordarsi sempre che la quantità di acqua necessaria aumenta con l’aumentare della quantità di luce e di temperatura a disposizione della pianta.
Meno luce = meno necessità di acqua.
L’innaffiatura per immersione è opportuna solo quando la pianta ha subito una carenza di acqua palese e duratura e comunque soltanto durante il periodo di crescita (primavera e inizio autunno) e caldo (estivo), mai in inverno.
Quando si bagna con una dose, sempre non eccessiva (mediamente un bicchiere da cucina per vaso diametro 20 cm.), l’acqua deve essere distribuita lentamente e su tutta la superficie della terra.
Inserire sotto la pianta un sottovaso per la raccolta dell’acqua che eventualmente dovesse eccedere.
A questo punto possono verificarsi due condizioni:

  1. l’acqua, in tutto od in parte, scende nel sottovaso.
    Può significare che la pianta è molto asciutta perché in tal caso, specie quando il terreno è tutto od in parte formato da torba e sfagno, questa può essersi ristretta lasciando spazi nei quali l’acqua è immediatamente passata senza essere assorbita.
    Lasciare l’acqua nel sottovaso e verificare quindi con attenzione in quanto tempo la pianta si ribeve l’acqua scesa nel sottovaso.
  • se lo fa nel giro di qualche ora significa che la pianta ha ancora bisogno di acqua ed in tal caso ripetere la bagnatura per metà quantità.
  • se l’assorbimento avviene nel giro di un giorno, ciò significa che la pianta è correttamente bagnata,
  • se l’acqua permane più a lungo vuol dire che la pianta è eccessivamente bagnata ed occorre togliere l’acqua dal sottovaso ed aspettare qualche giorno prima di ribagnare di nuovo, meglio se con una dose più piccola.
  1. l’acqua non scende nel sottovaso:
    Può significare che la pianta è correttamente bagnata oppure è molto asciutta e l’acqua non arriva al sottovaso come precedentemente descritto poiché il terreno è più compatto e non lascia passare l’acqua.
    Se la pianta è fra quelle catalogate come normalmente  bisognosa di acqua, provare con un’altra dose di acqua, sempre distribuita molto, molto lentamente, fino a farla arrivare appena al sottovaso.
    A questo punto procedere con le verifiche dell’assorbimento dell’acqua come descritto precedentemente ai punti a) b) e c).
    Se la pianta da scheda tecnica risulta pianta con poca necessità di acqua non procedere oltre..
    Non mettetele sotto la pioggia e neppure in vasca sotto l’acqua fredda, semmai solo in estate tollerano la pioggia leggera ma prestate attenzione che le gocce forti che colpiscono la pianta possono danneggiarla irrimediabilmente.

Concimazione

Tutte le piante hanno necessità di concimazioni appropriate.
Occorre ricordarsi che:
I componenti fondamentali sono azoto (N) fosforo (P) e potassio (K) ma insieme a questi occorre che coesistano nel concime, oppure siano forniti a parte, i microelementi (ferro, boro, magnesio...).
In particolare il ferro è importante e deve essere somministrato a parte, specie in primavera, quando la coloritura del fogliame tende ad ingiallire a causa dell’impoverimento del ferro nel terreno che viene trascinato via in composto chimico dall’acqua calcarea.
Quando si usa concime liquido, da diluire con acqua, è preferibile che la pianta non sia troppo asciutta per evitare rischio di bruciatura delle radici. Bagnare un po’ con sola acqua almeno un’ora prima di concimare.
Concimare almeno ogni 15 giorni dalla primavera a metà autunno poi dimezzare la dose fino a sospenderla nei mesi di dicembre e gennaio.
E’ preferibile concimare con regolarità anche una volta a settimana in primavera, riducendo la dose a metà circa.
In primavera utilizzare anche un concime organico (sangue di bue).

Travaso e terreno

Non cambiare il vaso se non proprio in caso di necessità e cioè quando la pianta è molto cresciuta.
Le sostanze necessarie alla crescita possono per lungo tempo essere reintegrate con la concimazione.
Ricordate che il travaso semmai va fatto, per sicurezza di una ricrescita veloce delle radici, solo dalla primavera all’autunno evitando il periodo di caldo intenso estivo (specie nel Sud). In tale periodo infatti la pianta tende a diminuire la crescita a meno che non sia in ambiente raffrescato e umido….
Il travaso produce sempre uno stress.
Utilizzare sempre e solo vasi di una o al massimo due misure superiori, togliere le radici in eccesso o malate (di solito marcite), drenare il fondo con cocci, sistemare uno strato di terreno sul fondo, porre la pianta, aggiungere terreno intorno premendo ed infine bagnare molto lentamente intorno alla pianta fino a quando l’acqua esce nel sottovaso lasciandola.
Il terreno deve essere adatto a quella specifica pianta ma in generale:
Il terriccio in sacchi spesso è formato dalla macinazione di rifiuti organici della nettezza urbana alla quale viene aggiunta terra a volte di scarsa qualità ed argilla. Accade di conseguenza che esso si asciuga in superficie e forma una patina secca che è deleteria perché non permette alle radici di respirare.
Non dimentichiamoci quindi di smuovere spesso questo strato superficiale.
E’ opportuno aggiungere un po’ di terriccio superficiale di bosco, foglie di faggio o castagno tritate ed argilla espansa a grani piccoli.
Sulla superficie del vaso potete disporre della corteccia di pino o argilla espansa a scopo decorativo e di pacciamatura, per evitare che si secchi .
Con piante che necessitano di acqua abbondante potete mettere del muschio che funziona da antievaporazione e crea un microclima umido quando bagnato.

Sempre: cercate di comprendere le necessità prima di intervenire e telefonate pure al nostro negozio.

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